OnePlusOne: Dedica a Giuliano

Roma, lunedì 13 ottobre 2008

Scendendo da un autobus insieme ad un vecchio e caro amico

Ho da poco bevuto due bicchieri di rosso insieme a Giuliano, un amico di strada che vive le giornate percorrendola ed abita in un quartiere periferico dove in molte occasioni mi rifugio. Proprio lì, in un mondo con le piaghe costantemente aperte, abbandonato e ferito dalle istituzioni, dai preti, dai servizi sociali. In questo sperduto mondo pochi mesi fa gli abitanti hanno visto l’uomo nero scendere dal cielo. In piena campagna elettorale per eleggere il sindaco a Roma sua maestà, dal basso del suo populismo, è intervenuto per raccattare voti ricambiando con biglietti di carta. Già, tutto questo si è avverato durante una grigia mattinata nelle strade di questo quartiere popolare, animato da migliaia di gente negli anni trasformati in fantasmi . Sua maestà era in mezzo a loro con il sorriso suadente pronto ad inviare una scorta di ragazzi e ragazze ben curati per donare piccole offerte ai fantasmi:

“Cosa fai nella vita, sei disoccupato ? Sua maestà ti regala 50€ affinché tu possa spenderli bene e divertirti..”

Cosa fai nella vita, lavori? Bene, sua maestà regala 20€, così questa sera potrai mangiare una pizza insieme alla tua ragazza..”

La gente ha vissuto per un attimo la moltiplicazione dei pani e dei pesci per ripiombare poi nel deserto oscuro delle mura. La gente ha visto l’uomo in nero scendere dal cielo.

HaVistoL’uomoINeroScendereDal Cielo

HavIStol’UoMoInNeRosceNdereDalCIELO

Mi darete del visionario o dello scemo borGheSuCci giusto? Ed io vi rispondo che è vero e non è frutto della mia immaginazione né tantomeno dal vino che ho bevuto allegramente con Giuliano. È bello bere con tutta la sincerità vergine e trasparente che possiedi.

E con tutta la verginità del mio animo intravedo quel giorno in cui i fantasmi di questi poveri quartieri otterranno vittoria per ogni legge morale. Cresceranno di numero e si uniranno. Risaliranno le strade loro vietate, otterranno i diritti  loro negati, tuttisognicheglisonostativiolati, tuttalabellezzaaloroviolentata

CancellerannoTuttal’ansiamassacracrantechelosceriffoMARONiha loro trasmessoconilsuofottutocontrollosociale

LosceriffoMaronitrasmetteansiacon il fottutocontrollosociale

LoSceriffoMaroniCiTrasmetteAnsiaConIlFottutoControlloSociale

Nell’alba di un giorno qualunque i poveri riempiranno gli spazi a loro bastonati , invaderanno le università a loro negate, abbatteranno le porte delle Usl dove sono stati drogati, dove i loro istinti primigeni, seduta dopo seduta, sono stati tamponati.

I poveri sono la viva realtà sommersa

I poveri sono la viva realtà sommersa

Lunedì 13 ottobre 2008 ore 18,15

Giuliano brucia tabacco di una camel da me offerta. Resiste alla vita osservando la bellezza della natura, raccogliendo foglie, respirando aria, vendemmiando uva. Per molti anni lo ha tormentato la depressione e la colite. E’ vero, ha ecceduto con l’alcool. Aveva voglia di spaccare tutto. Correre. Non voltarsi. Avere un tetto. Del fuoco con cui scaldarsi. Ripararsi dalla pioggia. Sono cadute gocce inquinate di ingordigia. Di lussuria. Di ipocrisia. Di falso. Le gocce hanno bagnato i capelli mossi di Giuliano. Le gocce acide dilatate d’improvviso sul viso del mio amico. Nella bocca. Nello stomaco. Brucia lo stomaco bastardi. Brucia quando devi chiedere monetine per un caffè e ti vergogni perché nella vita sogni e vorresti essere coperto con lenzuola morbide. LA Seta. Le gocce senza colore sono scivolate via da Giuliano, ma le rughe sono rimaste.

Giuliano voleva relazionarsi con una ragazza. Una Fidanzata. Una Compagna di vita. Un’Amica. Fare del sesso. Sentirne il profumo. Sentirsi protetto. Proteggere. Rotolarsi nell’erba. Ubriacarsi in una vita agreste. Bere del vino, sereno come poche ore fa. Dormire. Lavorare. Non vegetare.

Soffriva di depressione perché parlava con loro. E poco dopo gli hanno tolto le sigarette, proprio a LUI che le divorava con passione. E dopo le sigarette hanno cercato di toglierli anche la parola con le loro schede del cazzo in quelle stanze unte nella maledetta periferia, costringendolo ad ingerire medicinali. Dovevano difendere il mio amico perché del mare lui ci può parlare. Ma a loro dava fastidio che raccontasse la verità sul mondo . Giuliano non ha bisogno di specchi per uscire da casa. Cammina: l’orizzonte è sempre di fronte a lui

GIULiANO COnOSCE LA verità sUlMOnDO

Per i dottori il mio caro amico aveva problemi nel socializzare e vedeva il mostro invece di Dio. Se continuava così il mostro lo avrebbe divorato in un sol boccone. Digerito e cacato. Doveva ingerire medicinali e pregare Dio. Pregare Dio per avergli donato un nuovo giorno. Pregare Dio nella chiesa del suo quartiere grigio. Pregare Dio drogato.

Pregarediodrogato

prEgaredIodroGato

Giuliano, condannato perché la mattina di buon ora sale sopra un pulman e si avvia per Trevignano o Selva del Montello in compagnia dei suoi due cani, di un sacco a pelo e di una bottiglia di vino rosso. Giuliano condannato perché ascolta il suono delle cicale.

Lasciamo solo. Lasciamo solo. Lasciamo solo, avranno pensato.

Dentro un armadio chiuso con le paranoie, intrappolato nel cattivo odore dei vestiti che non lava, con una piccola torcia a disegnare figure di luce nel buio. Ora pregasse Dio dentro un armadio. Pregasse Dio nel peccato, nella puzza dei vestiti. PREGASSEDIOTRAGLIACARI

Troppo strano per convivere con modelli rampanti che si aggirano nei negozi della città, vero bastardi? Troppo brutto per circolare davanti a quei fichetti seduti nelle piazze con il volto rivolto verso la strada per farsi osservare mentre degustano l’ aperitivo delle sette e bruciano le calorie in qualsiasi corso di fitness dentro le palestre. Non è così bastardi ? Non è così o sbaglio ?

L’indifferenza è comodal’indifferenzaècomodal’indifferenzaècomodal’indifferenzaècomodal’indifferenzaècomodal’indifferenzaècomodal’indifferenzaècomoda

L’INDIFFERENZA E’ COMODA

Giuliano si è emarginato dal mondo, ma ora ha trovato un forte equilibrio.

Giuliano ha trovato un forte equilibrio, me lo ha confidato oggi. Giuliano è fuggito da quattro dottori con gli schedari e la penna pronta. La loro porca e misera festa. Laloroporcaemiserafesta

Bevuto il nostro rosso vino(avrei voluto scolarmi una bottiglia con lui, ma entrambi non avevamo monete nelle tasche)gli ho chiesto se per caso avesse raccolto i soldi da sua maestà in quella tetra giornata; se fosse nella ressa in quello spettacolo improvvisato nella terra malata. Giuliano s’è sbellicato dalle risate. Mi ha riSpoStO che pRefeRisCe pisCiaRe accanto ad una pianta di Trevignano, ma un giorno piscerà in testa alla noia della gente.

OraBallinoAltrePersoneConIFantasmiMiHaDetto

Ma gli spazi fisici che continuano a negarci saranno nostri.

E QUEL GIORNO SAREMO IN MOLTI

Canteremo

danzeremo

rideremo

ci ubriacheremo

ci scalderemo

OnePlusOne

PrimaCheLaMareaCresca

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3 Risposte

  1. ..senza far rumore.. canteremo e danzeremo e rideremo e ci ubriacheremo e ci scalderemo.. senza far rumore..

  2. L’uomo in nero è il Silvio Berluska? L’Onda travolgerà anche lui !!!
    Raffaele

  3. chissà-chissà… OnePlusOne

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