Pensavate che fosse scomparso?OnePlusOne s’è infiltrato nuovamente, MentreLaMareaCresce

images2Pensavate che fossi scomparso, eh? SPIA CHI TI SPIA è la prima regola che mi do la mattina appena sveglio. In questo periodo apro gli occhi molto presto e porto con me sempre uno zaino vuoto. Dentro c’è solo un piccolo registratore dove le vostre voci tengono compagnia alle mie notti insonni.. Paura ? No, sto semplicemente lavorando. Vi sembro paranoico in questa  società dove crescono le dissociazioni e le singolarità, vero? Poco paranoico e discretamente ossessivo.. Mi guardo attorno..L’ informazione è fluida grazie alla rete, perchè la fa  circolare. Questa è una delle ultime  definizioni che leggo in giro.. Per me oggi invece è un magma visivo, un abbagliante cecità che  colpisce agli occhi, acceca e  spia.. Tutti siamo informati sull’evento che accade, tutti abbiamo saputo e sappiamo. Direi che siamo superinformati, ma in effetti non sappiamo oggettivamente proprio un bel niente, perchè la vera essenza dell’evento, la sua esperienza

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il vero senso che si è tratto, diffuso, trasmesso, è gia stato diluito dal’informazione generalizzata ed a voi, signori e signore, non è rimasto nulla di quell’evento: neanche la sua morte, poichè non avete assaporato la vita. Siete stati granitici, falsi illusionisti…  Sapete cosa ha combinato OnePlusOne  in questo ultimo mese ? Ha proseguito, come vi ho accennato, il suo lavoro. Questa volta ha ascoltato più del solito, si è interrogato. VI HA SPIATO, ed ATTENDE CHE QUALCUNO SPII. Tra pochissimi giorni nel nuovissimo sito di MeddleTv, sarò nuovamente accolto e questa volta potrete inviarmi materiale, lavorare insieme, spiare chi ci spia..

A proposito qualcuno lo ha già fatto.. Non i signori ritratti quì sopra (foto a DESTRA), ma quelli del Detour. Gira voce che qualcosa venga proiettato lì. Non sò nulla e non ci sarò.. Qualcuno ha raccolto il mio messaggio… 

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panopticon:il potere simbolico e il controllo nelle periferie

Il potere simbolico è quel tipo potere di ascendenza coloniale, nel quale il cittadino si sente “naturalizzato”, perché partecipe di una circolazione di immagini, segni che lo legittimano apparentemente e lo rendono schiavo,o meglio ancora, incapace di “intendere e volere” dinnanzi a tali segni. La mondializzazione ha lavorato in tutti questi anni oltre ai mercati finanziari, abbeveratoi dei potenti e delle grandi società, sul sociale, investendo consumi, stili di vita, costruiti attorno ad un’immagine preparata “scientificamente” ed edificata sul benessere. Continua a leggere

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Il panopticon: dal taylorismo alla dispersione dei corpi

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Il lavoro industriale fu accelerato dall’applicazione della “organizzazione scientifica” di Frederick W. Taylor, che l’ideò per la prima volta nel 1883. Taylor osservò lavoratori specializzati, e stabilì la serie esatta delle operazioni elementari che costituivano la loro mansione, selezionò la serie più rapida, calcolò il tempo di ciascuna operazione con un cronometro, per stabilire le “unità di tempo” minimo, e ricostruì le mansioni con i tempi composti come misura uniforme.

I salari erano aumentati quando i lavoratori raggiungevano la quota massima di efficienza, e coloro che non raggiungeano la quota minima venivano licenziati . Una delle relazioni di Taylor mostra il genere di tormento psicologico provocato da questa accelerazione sistematica:

” si rese necessario controllare d’ora in ora la produzione di ogni ragazza : allorchè si constatava che qualcuna di esse scendeva al di sotto del quantitativo fisso, era necessario affiancarle un istruttore per determinare che cosa c’era che non andava, per rimetterla in carreggiata e per incoraggiarala ed aiutarla a riprendersi “.

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Il panopticon: la sorveglianza globalizzata

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(Fahrenheit 451- Francois Truffaut- 1966)

Il corpo umano, osservato in un ritratto storico ed in ambienti circoncisi come le mura della città, o le frontiere nazionali, si registrava normalmente su documenti cartacei per funzionalità burocratiche estese nei limiti territoriali.

La ricostruzione capitalistica incoraggiata dalle scelte politiche e governative ha spinto verso nuovi rapporti tra il settore economico, lo stato, la società e la cultura. E’ ciò che analizza capillarmente David Lyon ne La società sorvegliata, trattando le procedure amministrative e di controllo che investono le società moderne e il monitoraggio costante verso gli individui e la collettività.

La sorveglianza si è trasformata in un monitoraggio costante e totale, dove partecipano nel suo gioco di controllo diversi tipi d’agenzie amministrative e commerciali, le quali si scambiano informazioni di tipo personale: la documentazione con il trascorrere degli anni e l’evoluzione dei mezzi, da lenta e dispersiva come quella cartacea è diventata fitta e meno approssimativa nel controllo omogeneo. Essa mira a monitorare ogni precedente e cerca di anticipare transizioni di qualsiasi tipologia: migratoria, turistica, economica, illegale e futura. Le operazioni commerciali si sviluppano sul principio della velocità: si muovono così ratificazioni a distanza come le borse di tutto il mondo. Le informazioni si avvalgono di sottoinformazioni che diventano di nodale importanza nello sviluppo e nell’interesse monetario: i sistemi di informazione geografica ad esempio vengono in loro aiuto grazie ad uno studio scentifico, impiegando altre varie forme di sorveglianza e di rivelamento multiscala.

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Il panopticon: lo spettacolo integrato

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Lo spettacolo è il momento in cui la merce è pervenuta all’occupazione totale della vita sociale. Non solo il rapporto con la merce è visibile ma non si vede più che quello: il mondo che si vede è il suo mondo. La produzione economica e moderna, allarga la sua dittatura estensivamente e intensivamente. Nelle aree meno industrializzate, il suo regno è già presente con qualche merce pilota, e in quanto dominio imperialista esercitato dalle zone che sono in testa nello sviluppo della produttività . In queste zone avanzate, lo spazio sociale è invaso da una sovrapposizione continua di strati geologi di merci.

Guy Debord (La società dello spettacolo, 1967)

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Lo sviluppo dei mezzi tecnologici nella società moderna ha creato delle aree, come scrive Debord ne “La società dello spettacolo”, nelle quali la sorveglianza si divide per gli spazi da controllare, incentivando parallelamente il consumo.

Negli ultimi anni una paradossale quanto non immaginata importanza ha assunto la famigerata posta spazzatura (Junk mail)

La pubblicità, che con i suoi movimenti quantifica buona parte dell’economia dello stato ed è risorsa principale delle aziende, si trova a proprio agio nella logica spettacolare, dove formulando il suo messaggio incentiva il desiderio, dà origine alle aspettative, rimanda la contemplazione dell’individuo suo potenziale acquirente.

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IL PANOPTICON: MODELLI NELLA STORIA. La merce informatizzata

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Nella società della sorveglianza e dello spettacolo, la merce, ha perso definitivamente il suo spessore, distanziandosi maggiormente dallo sguardo che diventa sempre più alienato. Essa si è trasformatica in merce informatica ed è entrata nella logica della frammentarietà e del flusso veloce dei mezzi di comunicazione, ma anche nell’autonomia e nello spettacolo, perdendo così il peso quantitativo diventato astratto e velleitario.

Max Weber, sostenne che “la razionalità illuministica fu il trionfo di una razionalità finalizzata-strumentale, la cui affermazione non portava con se la realizzazione concreta della libertà universale, quanto alla creazione di una gabbia d’acciaio di razionalità burocratica che, invece di liberare, costringeva, gli uomini alla schiavitù”.

Weber ha sostenuto che al centro della modernità vi era una concezione del sapere tecnico-strumentale, finalizzato al raggiungimento di uno scopo: ciò che era importante in un mondo ritenuto calcolabile e controllabile, era più “il modo, il mezzo, il come”, per raggiungere un certo scopo, più che lo scopo stesso. Alla fine, sostiene Weber, lo scopo veniva a coincidere con il potenziamento della stessa strumentazione, della sua stessa efficacia, ossia, nel tentativo di rendere sempre più potenti i mezzi per ottenere qualche cosa, lo scopo originario era lasciato allo sfondo e sostituito dall’autonomia degli strumenti.

La razionalità del progetto si è dimenticata degli obiettivi che si era posta- il progresso per tutti, l’emancipazione-, e concide solo con il voler fare accumulare a dispetto di queste finalità.

L’illuminismo nel XVIII secolo, aveva come fine la conoscenza e la trasformazione della realtà, attraverso la costruzione di una società obiettiva, di una morale e di un diritto universali e autonomi, in vista dell’emacipazione umana.

La ragione divenne il metro della tensione progettuale, l’organo della verità, il “lume rischiaratore delle tenebre”. La ragione aveva così una doppia funzione sia critica che normativa: nel primo caso, perchè è di fronte al tribunale della ragione che si deve presentare tradizioni, dogmi, affinchè sia esaminata la legittimà e l’utilità.

Normativa, perchè, è la ragione che deve definire i criteri e le norme in base alle quali indirizzare la verità dell’uomo, diminuire le sofferenze per raggiungere la maggiore felicità. Priorità illuministica era la lotta contro il pregiudizio, il fanatismo, ovvero tutte quelle forze che hanno impedito il libero uso del potere. Bersaglio, sono state anche la tradizione e i dogmi religiosi.

L’età dei lumi si presentò agli occhi della storia come movimento laico, antimetafisico e antisistemico, contrapponendo all’ideale deduttivo della scienza cartesiana, un sapere unitario, capace di osservare con padronanza visiva ed intellettuale, i fatti e la formulazione dei principi generali.

La storia, nella ragione dei lumi, non è più la provvidenza, ma un ordine problematico affrontato dalle energie degli individui e dagli uomini che la ragione e la scienza mettono a disposizione.

Alessandro Dionisi