Il posto delle fragole – Diario di uno scandalo

Diario di uno scandalo (2006)

di Richard Eyer

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Nel 2006 esce nelle sale Diario di uno scandalo di Richard Eyer, tratto dall’omonimo romanzo di Zoö Heller. L’ambiente è quello popolare di Londra, dove in una scuola, Barbara Covett e Sheba Hart sono due insegnanti protagoniste della storia. La prima (Judy Covett) è una donna anziana conservatrice, professoressa di storia e prossima alla pensione. È peraltro una signora solitaria, poco popolare con i suoi colleghi e i ragazzi dell’istituto che li definisce “ futuri idraulici, commessi e qualcuno di loro prossimo terrorista..”. E’ una zitella che vive in casa con la gatta e la sorella e il diario è il suo unico sfogo dove quotidianamente trascrive tutta la sua rabbia e il disprezzo verso le persone che le ruotano attorno.

Sheba Hart (Cate Blanchette) è al contrario un’insegnante di arte giovane, apparentemente solare, affascinante e seducente, pronta a calamitare le attenzioni del corpo docenti dell’istituto. Ma sul viso le traspare sempre un velo di malinconia. Le due donne hanno un impatto diverso verso la scuola: Barbara Covett è disillusa dal caotico ambiente e già lo constatiamo alla consegna della relazione al corpo docenti dove i risultati dei suoi ragazzi sono così sentenziati: “ il dipartimento di storia funziona più o meno come ci si aspetta da una scuola come la nostra. I risultati degli esami sono stabili da 30 anni al di sotto della media nazionale, ma comunque sopra il livello della catastrofe.. Si propone di non fare alcun cambiamento..”

 

 

La donna austera, calamita immediatamente le attenzioni sulla collega più giovane, da cui trae sempre il materiale per riempire le pagine bianche del suo diario. Le annotazioni, sempre più morbose, a noi arrivano dalla sua voce off, pronta a carpire ogni sottigliezza.

“ Sta molto sulle sue la nuova arrivata. La sua voce è pura, come se venisse da una bocca sana e pulita che non ha mai subito un’ otturazione. Ha l’incarnato di una pesca bianca..”

Sheba è costantemente sorvegliata dall’occhio attento di Barbara, dal suo gustoso rancore. Ma tra le due nasce la complicità. In effetti la giovane professoressa nasconde solitudine che traspare dagli sguardi, adatta per il vampirismo della collega anziana. Sheba appartiene alla media borghesia: ha un marito più grande descritto da Barbara come un vecchio cadente a pezzi e che potrebbe avere la sua stessa età e due figli a loro volta annotati sulle pagine del diario come “la principessa sul pisello e il buffone di corte alquanto tedioso”. Proprio nella domenica in cui viene invitata a pranzo, riscontra i disagi nascosti in una famiglia abituata alla routine. La signora ha l’occhio che sa scrutare fino in fondo e calamita la solitudine al suo egoismo. Nel ripostiglio, in teoria la stanza dello studio, Sheba le manifesta già i malumori che la prosciugano e non la lasciano guardare un po’ più a fondo.

“Sai il matrimonio.. i figli.. è tutto meraviglioso ma non ti da il senso della vita.. Forse ti da gli imperativi ma non ti aiuta..”. Parole a caduta libera che saranno annotate nel diario, descrivente ora una persona che “parla della sua ignobile madre, del dolore della morte del padre e dei giorni beati in cui Richard la conquistò e rinunciò a moglie e figli per quella che ha definito un’orgia inappagabile di sesso. La caratteristica tipica dei privilegiati..”

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Barbara Covett non è donna non arrendevole, ed ora si sente la madre educatrice e sanzionatoria; la macchina che sorveglia una preda ferita dal senso di colpa, che ha ucciso i sogni e accettato un mondo appagante. Nella sua impellente fantasia immagina addirittura un’altra vita tra le due, descrivendola come “un’epoca migliore dove sarebbero state due donne oziose che pranzano insieme, visitano musei, viaggiano e spendono bene il loro tempo..”.

L’incertezza, l’inappagamento di Sheba, la porta d’improvviso ad avere una relazione con un ragazzo di quasi 16 anni, Steven Connoly, anch’esso inespresso, maturo rispetto alla sua età e non salvaguardato dalla scuola, poiché “farebbe cadere gli equilibri e gli obiettivi dell’istituto”. Non a caso viene rimandato a corsi di recupero in arte, materia verso cui ha una determinata sensibilità. Durante la recita scolastica Barbara, “disperatamente” alla ricerca della sua nuova complice la scova, spiandola tra le fessure di una finestra di un’aula mentre masturba Steven. D’ora in poi agirà con astuzia affinché la collega sia ancor più prigioniera dei suoi perversi desideri. Cancellare il ragazzo e mantenere il segreto per non essere espulsa dalla scuola, comporta ora maggiori attenzioni da parte di Sheba che non può fare a meno della collega. Questo il ricatto. Tutto ciò fino alle vacanze di Natale per poi uscire definitivamente dall’istituto.

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Le giustificazioni della giovane professoressa fanno maggiormente capire il suo ossessivo bisogno di contatto, di attenzioni, perché carente e non più corteggiata. Il delirio che l’ha portata ad avere rapporti con ragazzo piccolo supera ogni sorta di gesto ridicolo e immorale che per lei esiste. L’anziana donna, al contrario, ha materiale per il diario e deve agire ancora strategicamente. Deve assicurasi la preda con qualsiasi formula di calamità o vampirismo. Deve svilirla verso il resto del mondo, operare chirurgicamente rendendola debitrice in eterno. Sheba mantiene il segreto e la complicità pur conscia della morbosità che l’attanaglia e del dover camminare sopra un rasoio a doppia lama. La relazione con il ragazzo continua segretamente. I binari della ferrovia diventano luogo di piacere, perversione; l’avamposto della complicità.

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L’equilibrio precario crolla nel momento in cui dovrà scegliere se andare alla recita del figlio o consolare la donna che le chiede aiuto dopo la morte della propria gatta, unica compagna. In quest’ alta marea di solitudine e delirio (che mettono in luce nel film anche una Londra cupa ) la vendetta si consuma strategicamente. Barbara rivela “velatamente” la relazione al collega Brian. Da qui nasce il putiferio:dalla reazione della famiglia che si scaglia d’improvviso in casa di Sheba a quello mediatico per riempire le agende ed arrivare all’ interno alla scuola dove il preside vuole conferme e intravede in Barbara di essere al corrente della situazione. Sheba, nel frattempo, abbandona la casa, dopo aver cercato di non far capire al marito lo sbaglio. Ma gli equilibri non sono più sospesi. Ora, definitivamente rotti. Per Barbara il raggiungimento del suo obiettivo: ha catturato la preda ed ora può manifestargli ancor di più il desiderio di averla con sé, curarla, svilirla, cancellarla dandole attenzioni. E’ in gioco tutta la sua perversione, annotata nelle pagine bianche di un diario:

Quest’ultimo mese è stato il più incantevole della mia vita. Certo, abbiamo avuto i nostri alti e bassi.. D’altronde c’è molta pressione quando due donne condividono la stessa vita. Ma quale meravigliosa intensità si è creata. Non sempre le circostanze sono ideali. Ci sono quei maiali della stampa, i limiti della libertà provvisoria, gli incontri con gli avvocati e via dicendo. Ma ce la caviamo egregiamente. Il cornuto le lascia vedere i figli una volta alla settimana. Di solito non mancano lacrime e musi adolescenziali. Ma con il tempo capirà di non essere il tipo materno, ed allora ci sarà Barbara a consolarla come balia, amica del cuore e saggia consigliera..

La follia di Barbara ha fatto si che copie dei fogli del diario fossero messi in vista, affinché Sheba se ne accorgesse e aprisse i cassetti. Il motivo giusto per far reagire Sheba oramai trasformata.. Il motivo per farla urlare, fuggire, odiare. Ma ancora una strategia voluta. Barbara apre un nuovo diario con pagine bianche. E nell’ultima sequenza avrà modo di conoscere Annabel nello stesso luogo, seduta sulla stessa panchina degli incontri precedenti. Parlando nuovamente..

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Diario di uno scandalo (2006)

scritto e diretto da Richard Eyer

Musiche di Philip Glass

Con: Judy Dench, Cate Blanchette, Tom Georgenson,

Andrew Simpson, Juno Temple

 

Alessandro Dionisi

 

 

 

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Una Risposta

  1. Sheba è costantemente sorvegliata dall’occhio attento di Barbara,

    Già, come del resto in quella che secondo me è la scena più significativa di tutto il film.
    ottimo film, concordo, e ottimo articolo.

    un saluto, in particolare a marko.

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