Il posto delle fragole – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

di Alessandro Dionisi

Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 1]Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 2]Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 3]Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 4]Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 5]Noi ragazzi dello zoo di Berlino [Frame 6]

Nel 1971 esce il romanzo di Christian F, Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, divenuto best seller in Germania, grazie al quotidiano tedesco Stenn che lo pubblicò.
Nel 1981 la regia di Uli Edel, ricostruisce la vera storia della ragazza che ebbe il suo primo approccio con l’eroina a soli 13 anni e mostra la drammaticità cruda degli ambienti periferici di Berlino, dove Christian si trasferì da bambina.
Uli Edel mette in evidenza l’ombra oscura delle droghe che avanzava di pari passo alla crescita economica dello stato.
Dopo aver conosciuto personalmente Christian, il regista scrive il film e gli avvenimenti struggenti di una generazione e di un panorama culturale, quello degli anni ’70, ambiente dove s’incontrano e condraddistinsero sinergie musicali ed artistiche.

Chi può dimenticare il Rock-punk di Iggy Pop, il glamm-rock di David Bowie , l’elettronica minimale dei Kraftewerk. E poi il genio artistico di Brian Eno, per non dimenticare, inoltre, i primi concerti dei CCCP nell’Europa dell’est, ancor prima di tornare nell’Emilia Romagna, terra natia ?
Ci sono stati artisti che condividevano esperienze musicali e di vita: basti pensare ad Iggy Pop e David Bowie, il “duca bianco”, che collaborarono per la colonna sonora in questo film.
Per la musica nata in quegli anni a Berlino, il casting, usando un termine cinematografico, era molto ricco.
Nel set, al contrario, fu differente. Il casting è stato preparato dopo una meticolosa ricerca di giovani per le scuole nella ex capitale della Germania dell’est.
L’attrice protagonista, Natia Brunckors, come altre figure importanti, Axel, Detlef, Kessi e Babsi, ne sono testimonianza.
Molte di questi attori e le comparse sono stati ragazzi/e che hanno vissuto realmente nelle strade e abusavano di sostanze stupefacenti: i cosidetti bucomani, come sottolinea Christian, che viveno nelle metropolitane, a differenza degli etilici che dormivano fuori ai bagni pubblici.
Molti di questi giovani ragazzi girarono il film senza chiedere alcun soldo; viceversa alcuni di loro si accontentarono di pochissime monete. La produzione non aveva un grande budget di partenza. Ma è importante ricordare che ciò che vediamo è la Berlino reale, underground e non ricostruita sopra un set. E’ la Berlino dell’Haus der Mitte, il locale del centro evangelico, chiuso per la rapida ascesa delle droghe con lo scopo di richiamare l’attenzione pubblica su una situazione oramai catastrofica. Proprio la droga è l’argomento centrale di questa storia drammatica: uno dei mezzi peggiori per derubare questi individui della coscienza di appartenere alla categoria delle vittime dello sviluppo industriale.
Noi i ragazzi dello zoo di Berlino è una testimonianza ripresa per la maggiore con la camera a mano.
Malgrado alcune sue pecche, sopratutto in sequenze che sembrano ovattate (esempio quella dove Bowie apre il concerto) che non elevano una giusta tensione, il film è stato snobbato dai distributori, causa poche scene di sesso in una storia che vede la prostituzione co-protagonista con il fenomeno atroce della droga abusata dagli adolescenti.
Ma in questo la distribuzione cinematogarfica sbagliò le previsioni: la pellicola grazie alle interpretazioni realistiche dei ragazzi, sensibilizzò il pubblico che aumentò di giorno in giorno il loro ingresso nelle sale cinematografiche.
Di David Bowie (sicuramente la sua non migliore interpretazione attoriale, se pur presente come comparsa), la padronanza eccellente del suo corpo, le gestualità, la sua espressione a volte fredda, il sorriso sarcastrico ne confermano l’icona di molte geneazioni.
Ziggy era convinto di essere il filo conduttore fra se stesso, gli alieni e Gesù.
In Heros, che esce nel 1977, matura nell’artista la voglia di comporre brani anche con le parole, con la spontaneità, essendo pur meno prolisso.
Heros è l’album preferito dal duca bianco.
Nel brano specifico si mescolano la nostalgia e il romanticismo fra due persone che si incontrano sotto il grande muro.
noi possiamo betterli, solo un giorno..
possiamo essere eroi, solo per un giorno..”
Così canta elegantemente David Bowie. La sequenza dove i ragazzi scassinano nella notte una vetrina per rubare alcune monete, sotto effetto d’acido, ci dice proprio questo: sfidano nella notte la loro città, il malessere sociale, la polizia, tutto ciò che è loro proibito ed il mondo intero.
Tutto questo per batterli, solo per un giorno…

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