Il posto delle fragole – Incontri a Parigi

INCONTRI A PARIGI (1995)

Ci sono persone che camminano per Parigi, girano in tondo e non in modo rettilineo. I raggi cadono e la bellezza si scioglie. Nulla di artefatto, nessun set programmato. Questa è lo stile che contraddistingue una corrente cinematografica, la Nouvelle Vague, ed uno dei suoi registi più significativi: Eric Rohmer. Già, poiché nel 1995 esce un film che solca una delle correnti cinematografiche maggiormente affascinanti. Nessuna nube oscura il cielo in questi tre episodi (Le rendez-voux de 7 heures; Le bancs de Paris; Mere et enfant)

Il regista francese mette in luce la Parigi degli incontri mancati, la Parigi segreta, l’ambiguità dei personaggi e dei sentimenti, ma anche la cartolina di una città dove la folla indistinta si muove naturalmente davanti la macchina da presa, a sua volta invisibile, per fa sì che anche gli attori si muovano a tutto tondo, prescindendo dalle reazioni della gente. La macchina da presa è lì a cogliere i rumori di fondo, senza alcuna organizzazione nello spazio, senza nessuna impostazione. Sono le circostanze o il caso, come ha descritto Renoir, ad avere un ruolo principale.

Incontri a Parigi rimanda al cinema di Godard, alla non pianificazione del lavoro industriale nel cinema. Nessuna costruzione, bensì la spontaneità di attori giovani studenti di cinema, perfetti nel compito di mettere in serie i vizi, la tentazione, la frustrazione e i sogni della generazione di ventenni degli anni Novanta. La messa in scena è altrettanto perfetta e solare. Continua a leggere

TamTamLibri – Libreria Rinascita

TamTamLibri si è trasferito per qualche puntata alla Libreria Rinascita di Viale Prospero Alpino, 46 – Roma.

Ecco le prime due puntate girate lì, ospiti Luigino Scricciolo e Maria Cristina Valeri.

Ricorda che meddleTv aspetta i tuoi suggerimenti!

Il posto delle fragole – In linea con l’assassino

IN LINEA CON L’ASSASSINO (2002)

Di Joel Schumacher

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Stu Shepard (uno strabiliante Colin Farrel) è un Press Agent imbroglione che racconta balle di professione. Si muove tra le strade di New York ed è un manipolatore che non sa più la verità, talmente indaffarato con rapper bisognosi di successo, attricette desiderose di solcare gli studi televisivi ed avvenenti pubblicisti. Si muove nel caos urbano, nell’inquinamento acustico e soprattutto elettromagnetico. Proprio su quest’ultimo Joel Schumacher si sofferma nelle prime sequenze del film, accostando alla voce off, inquadrature suggestive:

“ Si contano circa 8 milioni di abitanti nei 5 distretti di New York. 12 milioni nell’area metropolitana. Ci sono quasi 10 milioni di linee telefoniche con oltre 50 gestori. 3 milioni di New Yorkesi usano il telefono cellulare. Una volta era indice di inferiorità mentale vedere gente che parlava da sola; invece oggi è status simbol e la telefonia mobile va rapidamente soppiantando il gettone. Nonostante l’uso crescente di apparecchi cellulari, si calcola che 4,5 milioni di residenti e 2 milioni di turisti usino il telefono pubblico. Questa è la cabina telefonica tra la 53^ e 8^, forse l’ultimo vestigio di privacy di Manhattan. E’ l’ultima di questo tipo regolarmente funzionante. Da qui partono fino a 300 telefonate al giorno. La cabina è stata scassinata ben 41 volte negli ultimi sei mesi. Ne hanno programmato l’abbattimento e la sostituzione con una struttura a chiosco per le 8 di domani mattina. A neanche due isolati da qui ecco l’uomo destinato ad essere occupante di questa mattina”.

Il prologo è un avvertimento al quale lo spettatore andrà incontro. L’area dove si muove Stu mai come questo film la sentirà così ristretta, claustrofobica. Quest’area è una cabina dove si vivrà un intenso thriller, dove il warkaholic (alcolizzato da lavoro) sarà vittima.

Stu, arricchisce il suo menù lavorativo organizzando eventi, aumentando telefonata dopo telefonata la sua leadership, condivisa dalle persone che cadono nel tranello del trionfo pubblicitario. Il nostro Press Agent vive sull’onda del successo anche con le donne: sposato con kelly ha anche una fidanzata, Pam, innocente e sognatrice, manipolata quotidianamente per un successo che prima o poi cavalcherà

“Tu sei la persona più famosa a cui ho fatto la pubblicità. Ho detto a qualche cronista mondano che Mel Gibson cerca attrici per il suo nuovo film e che sta decidendo tra Cameron Diaz, Jiulia Roberts e la mia cliente del cuore: tu !! Ho in corso una conferenza al City Hotel (guardando l’Hotel …) e pensavo che potresti venire qui, ed ho un paio di persone di Martini da presentarti”.

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Queste sono le sue ultime parole prima di rispondere inconsapevolmente allo squillare di un telefono pubblico dentro una cabina telefonica.

Le parole dell’interlocutore non sono affatto morbide, come il tono di Stu verso un ragazzo che gli ha portato appena una pizza, confermandogli a più riprese che l’ha ordinata.

L’interlocutore si presenta subito come un cecchino che lo perseguita ed ora lo minaccia di non lasciare la cabina, altrimenti “come trasforma una persona in un Dio è capace di trasformarla in una merda”. Attenzione, ubbidienza e soprattutto ascoltare gli ordini: questi sono gli ordini che gli vengono impartiti. L’interlocutore si presenta con toni da angelo vendicatore, da moralista estremo, a cui Stu deve con la massima sincerità pentirsi pubblicamente dei suoi peccati. L’interlocutore sa che la telefonata si trasformerà nell’evento mediatico più importante degli ultimi anni. La simultaneità ne sarà la protagonista. Con i dovuti metodi (il laser perennemente puntato sul corpo) Stu sarà sottoposto a tormentose richieste e in una delle strade di New York si consumerà un delitto al quale sarà inevitabilmente coinvolto, fino a prossimo svelamento, perché costretto a trattare continuamente dentro la cabina le minacce. Difatti un protettore di prostitute che rivendicavano i loro diritti per telefonare dalla cabina, cerca di prima di scuotere e poi di abbattere con una mazza da baseball i vetri per farlo uscire e picchiarlo, ma verrà ucciso dalla finestra da cui si nasconde il cecchino. Stu è praticamente nei guai: ora sono le ragazze che pensano che abbia estratto una pistola e sparato il colpo.

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Il posto delle fragole – Interiors

INTERIORS (1978)

di Woody Allen

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Interiors è la prima pellicola drammatica girata da Woody Allen ispirata in buona parte allo stile di Ingmar Bergman. Nelle prime inquadrature, le stanze vuote, il dramma interiore, come le immagini di natura e morte dello spirito fanno tornare in mente i temi del regista svedese. (Ma anche – e direi sopratutto-nel lungo travelling dove Renata e Flyn camminano, richiamando Alma ed Elisabeth in Persona).

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Il film comincia dopo alcune inquadrature silenziose con quella del padre di Renata, Yoey e Flyn, di fronte alla finestra del suo ufficio con la schiena rivolta verso il pubblico che fa una sorta di riepilogo inatteso del film:

Un abisso si era creato sotto i nostri piedi e mi ritrovai una faccia che non riconoscevo..

Si era creato un mondo in cui ci limitavamo ad esistere, dove ognuno di noi aveva il suo posto. Come in un palazzo di ghiacchio…

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