OnePlusOne “Continuate a recitare la preghiera della serenità, interconnessi a un Dio virtuale”

Messaggi indipendenti nello spazio e nel tempo.

Nelle terre sconfinate veniva colpita la velocità dei corrieri indiani.

Gli Yankee aspettavano che i capelli si asciugassero sotto la pioggia.

L’attesa..

Vi hanno costruito una terra comune dove vi specchiate, giocate tra parchi a tema ludici e spettacolari.

Siete dentro Dysneyland ed avete paura di uscire.

L’indiano, nelle terre sconfinate, doveva inginocchiarsi accanto la sua preda morente, avvicinare la bocca per rubare il suo ultimo respiro, per impossessarsi della sua velocità.

Continuate a recitare la preghiera della serenità, interconnessi di fronte a un Dio virtuale.

Intanto qualcuno sorveglia e mira la vostra immobilità.

Ci sono moltissime interferenze.  Ci sono moltossime interferenze; Ci sono m?çno m*°olt—ssime inter^^..

^i [^no moltiss^^me *]ter–ren^^

One Plus One -Protetto da MeddleTv-

E’ successo tanti anni fa.

Quando la vostra porno rabbia, il crimine dell’illusione si è arreso alla quotidianità lisergica dello spettacolo.

Lo spettacolo …

Avete una pallottola puntata dietro la nuca.

Ma siete ancora controllati al di là del filo.

La percezione vi trasforma continuamente in collegiali immobilizzati a terra o in bastardi convertiti dalla stanchezza.

Nella città si muovono uomini senza carne.. nella città ci sono persone sull’onda di una crisi di nervi. Nella città il mondo orwelliano non è più una minaccia, ma un modello di assuefazione..

Roma, 10 settembre, 2008: “Allontaniamo le bestie, ammorbidiamo i loro istinti..” OnePlusOne

Ieri pomeriggio sono salito sopra un tram che conduce da un quartiere di Roma est alla stazione Termini. Lì spesso mi fermo solamente per guardare, confrontare se l’anticamera dell’inferno negli anni sia cambiata. La latitanza dalla società degli affari consumistici mi ha spesso portato negli angoli limitrofi a sentirne gli odori innervati tra i muri, tra i portoni di Via Giolitti, Via Turati e nei fiori venduti a Piazza Vittorio. Mi camuffo tra spacciatori, papponi, neri, eroinomani, guardoni, marchettari, poliziotti in borghese, militari, trans, impiegati, puttane, turisti, tassisti abusivi ed albergatori criminali. Eppure conosco poca gente e negli anni mi è capitato di scambiare poche parole con qualche nero che per brevi periodi sorvegliava alcune zone. Continua a leggere