Corsivi sul cinema: la Nouvelle Vague, intervista a F. Truffatut (prima parte)

1960 La NOUVELLE VAGUE Françoise Truffaut (1932-1984)

A cura di Anne Gillain, Tutte Le Interviste di Françoise Truffaut, Gremese, 1988.

Credo che la Nouvelle Vague sia stata una realtà anticipata. Si è trattato di un’invenzione dei giornalisti poi una cosa effettiva. Comunque, se questo slogan giornalistico non fosse stato inventato in occasione del Festival di Cannes, questo appellativo, o un altro, sarebbe stato creato per forza di cose non appena ci fosse resi conto della grande quantità di opere prime.

Inizialmente la Nouvelle Vague designava un’inchiesta, si guadagnò una vasta pubblicità e qualche settimana dopo uscì con un titolo in prima pagina: «L’Express», che aveva pubblicato i risultati dell’inchiesta, si guadagnò una valida pubblicità e qualche settimana dopo uscì con un titolo in prima pagina «L’Express, il giornale della Nouvelle Vague». Poi, sull’onda degli avvenimenti che hanno fatto del Festival di Cannes una rassegna di film “giovani”- non solo francesi ma anche stranieri- i giornalisti cinematografici si sono serviti di questa espressione per indicare un gruppo di giovani cineasti che non venivano necessariamente dalla critica, perché vi erano inclusi anche Alains Resnais e Marcel Camus. È così che è stato coniato questo termine che, a mio avviso, non corrispondeva alla realtà, tanto è vero che all’estero si credeva ci fosse un’associazione di giovani cineasti francesi che si riunivano a date stabilite e avevano un programma e un’estetica comuni. Ma non era vero un niente. Si trattava solo di una somiglianza puramente esteriore. Continua a leggere

Il posto delle fragole – Il raggio verde (1986)


A cura di Alessandro Dionisi

Il Raggio Verde presenta tre momenti di solitudine in mezzo alla natura che in questo modo scandiscono il film.

Il Raggio Verde di Eric Rohmer è costruito, in pieno stile al regista ed alla Nouvelle Vague, durante le riprese. Le parole definitive sono state trovate nei luoghi dove lui stesso andava a girare.

La protagonista è una ragazza atipica, Delphine, una segretaria che si vede lasciare pochi giorni prima di cominciare le vacanze dal proprio ragazzo Jean- Pierre che mai incontreremo durante il film. La ragazza ha un periodo di ferie da gestire. Delphine cerca un posto per sé, poiché il piccolo/grande dramma del film è il suo rivendicare un’impossibile diversità, l’inadeguatezza a riuscire a star bene, serena, nelle ferie divenute di massa e d’obbligo sociale. Difatti sia dalla sorella che dalle varie amiche che andrà a trovare verrà rimproverata puntualmente per essere non proprio intraprendente, poco socievole, incapace di esprimersi con la gente e di voler marcare in assoluto la timidezza. Delphine in parte lo è, ma è anche una ragazza che vede cambiare il sapore naturale delle stagioni, riempite dai chiassosi rumori e dai corpi nei luoghi. È una ragazza romantica che non riesce ad esprimerlo di fronte alle persone che si trova di volta in volta avanti. Sa che mal la comprenderebbero, visto che il primo gesto che compie a contatto con la gente è l’osservare. Continua a leggere

Il posto delle fragole- Le due inglesi (1971)


a cura di Alessandro Dionisi

Questa notte ho rivissuto la nostra storia. Un giorno ne farò un libro. Muriel pensava che il racconto delle nostre traversie avrebbe potuto servire a qualcuno.

Il film, tratto dal romanzo “Le due inglesi e il continente” di Henri Rochè, è un diario vero e proprio di ricordi cosi forti, reali e non simbolici nel quale Truffaut volle recitare la voce off, ripetendo l’esperienza del dottor Itard ne “Il ragazzo selvaggio”. I personaggi parlano la lingua di Rochè, fatta di frasi corte, essenziali, pronte a fornire informazioni immediate e senza ricorrere a simboli, figure complicate e metafore. L’ambiente iniziale è quello parigino dove Claude (Jean-Pierre Lèaud)fa conoscenza di Anne Brown, una giovane gallese figlia di un’amica della madre. L’amicizia è immediata, colorata da rumore interiore che mostra subito la differenza di due classi borghesi, inglese e francese, difese ambedue. Difatti Anne parla degli inglesi come “persone meno vive ma più logiche ed estrose allo stesso tempo e di come i francesi siano maggiormente bugiardi, ma basta prevenirli per mantenere le cose a posto”. Continua a leggere