Adore: Smashing Pumpkins

ADORE: SMASHING PUMPKINS (1998)

A cura di Ellen

Siamo sul finire degli anni ’90.

Cosa porta a questo disco?

L’espulsione di Jimmy Chamberlin innanzi tutto, che significa l’assenza di una delle colonne portanti della musica dei Pumpkins. Fenomenale batterista, dal tocco inconfondibile, che nel luglio ’96 lascia il gruppo per problemi di droga.

E la morte di Martha Corgan Burke, la madre di Billy. Una madre persa da bambino, poi ritrovata e poi, dopo pochissimo, persa di nuovo.

Questi due fattori, scollegati tra di loro, influiscono pesantemente sul sound del disco. Lontano dalle atmosfere rock che i fan di allora si aspettavano, fu un “mezzo flop” commerciale, per gli standard a cui si erano abituate le zucche (“solo” tre milioni di copie vendute). È un disco introspettivo, doloroso, malinconico fino alla morte, lento, ma profondamente vivo e toccante.

E’ stato il disco con cui io li ho conosciuti, il disco con cui sono venuta a sapere della loro esistenza: potrei non amarlo? È perfettamente nelle mie corde, quando pensate a me dovreste pensarmi con questo disco in sottofondo.

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Roma, 10 settembre, 2008: “Allontaniamo le bestie, ammorbidiamo i loro istinti..” OnePlusOne

Ieri pomeriggio sono salito sopra un tram che conduce da un quartiere di Roma est alla stazione Termini. Lì spesso mi fermo solamente per guardare, confrontare se l’anticamera dell’inferno negli anni sia cambiata. La latitanza dalla società degli affari consumistici mi ha spesso portato negli angoli limitrofi a sentirne gli odori innervati tra i muri, tra i portoni di Via Giolitti, Via Turati e nei fiori venduti a Piazza Vittorio. Mi camuffo tra spacciatori, papponi, neri, eroinomani, guardoni, marchettari, poliziotti in borghese, militari, trans, impiegati, puttane, turisti, tassisti abusivi ed albergatori criminali. Eppure conosco poca gente e negli anni mi è capitato di scambiare poche parole con qualche nero che per brevi periodi sorvegliava alcune zone. Continua a leggere