Il panopticon: la sorveglianza globalizzata

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(Fahrenheit 451- Francois Truffaut- 1966)

Il corpo umano, osservato in un ritratto storico ed in ambienti circoncisi come le mura della città, o le frontiere nazionali, si registrava normalmente su documenti cartacei per funzionalità burocratiche estese nei limiti territoriali.

La ricostruzione capitalistica incoraggiata dalle scelte politiche e governative ha spinto verso nuovi rapporti tra il settore economico, lo stato, la società e la cultura. E’ ciò che analizza capillarmente David Lyon ne La società sorvegliata, trattando le procedure amministrative e di controllo che investono le società moderne e il monitoraggio costante verso gli individui e la collettività.

La sorveglianza si è trasformata in un monitoraggio costante e totale, dove partecipano nel suo gioco di controllo diversi tipi d’agenzie amministrative e commerciali, le quali si scambiano informazioni di tipo personale: la documentazione con il trascorrere degli anni e l’evoluzione dei mezzi, da lenta e dispersiva come quella cartacea è diventata fitta e meno approssimativa nel controllo omogeneo. Essa mira a monitorare ogni precedente e cerca di anticipare transizioni di qualsiasi tipologia: migratoria, turistica, economica, illegale e futura. Le operazioni commerciali si sviluppano sul principio della velocità: si muovono così ratificazioni a distanza come le borse di tutto il mondo. Le informazioni si avvalgono di sottoinformazioni che diventano di nodale importanza nello sviluppo e nell’interesse monetario: i sistemi di informazione geografica ad esempio vengono in loro aiuto grazie ad uno studio scentifico, impiegando altre varie forme di sorveglianza e di rivelamento multiscala.

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