Alemanno non ama le biciclette

 

by Angel Photographer

by Angel Photographer

La situazione bici e dintorni a Roma non è delle migliori. Qualche giorno fa ripasso alla ciclofficina in via del gazometro a riparare una foratura e vengo a sapere che, dai tempi del nostro doumentario (vedi A-BiCi) non è ancora cambiato nulla e, in più, il comune di Roma scaglia i vigili e i netturbini dell’AMA contro le povere biciclette di Largo Argentina. Riporto di seguito alcune testimonianze e invito, per chi volesse, a ordinare una copia del nostro dvd inviando una mail a meddletv@gmail.com

 

dalla lista CM ROMA

15 OTTOBRE ORE 17.30 LARGO ARGENTINA:

Due furgoni dell’AMA carichi di bici

(10?) l’operatore ecologico che trincia le catene.

Scendo dal mio velocipede e

mi informo.

Tutte(ripeto tutte) le biciclette legate lungo la balaustra che si

trova sulla destra di largo Arenula direzione lungotevere, sono state rimosse.

Pare che l’intervento si sia reso inevitabile dopo le lamentele degli abitanti

e l’insopportabile degrado offerto dalle 2 ruote.

Nessun pubblico ufficiale a

presenziare, nessun avviso di rimozione lasciato nei giorni precedenti, nessun

avviso lasciato per indicare dove poter ritirare le biciclette. Cittadini e

passanti fanno commenti negativi esaltando le virtù della bicicletta.

la domanda si ripresenta, ma in che cazzo di città vivo?

 

questa è una storia bastarda.

abbiate pazienza, tra un po’ raccontiamo tutto.

sappiate che è intervenuto il cosiddetto “decoro urbano”,

accampando varie scuse dopo che un po’ di proteste hanno

alzato la caciara.

ora vorrei che il “decoro urbano” togliesse via dalle palle

tutte le macchine in doppia fila, parcheggiate sugli scivoli

per disabili, sui marciapiedi eccetera.

ma siccome questi sono deficienti (non solo in quanto

fascisti, anche se fossero dell’altra parrocchia, della fu

parrocchia di sinistra, sarebbero mezze calzette uguale), e

oltre ad essere deficienti sono ANCHE fascistelli che fanno

“ordine e disciplina”, ovviamente (in quanto fascisti) con i

più facili da colpire,

siccome sono deficienti dicevo, hanno chiamato il “decoro

urbano”.

giustificandosi col dire “con le maghine sappiamo come fare,

ma con le bici no”.

decoro urbano.

qui c’è bisogno di fargli un bordello mai visto sotto il

campidoglio, a ’sti deficienti.

altro che dialogo.

—————-

La mia bici era una di quelle asportate dall’Ama ieri pomeriggio, intorno alle 17.

Alle 18,15, quando sono tornato a casa (maledetta la mattina che ho deciso di prendere il bus…), la centrale operativa dell’ama non sapeva nulla. I vigili (comune e municipio) neanche. il 113 men che meno, neanche l’ATAC.

Vado di persona alla sottozona Ama Sant’ambrogio, al Ghetto, e parlo con 4 persone, tutti gentilissimi, che fanno le telefonate per me. Alle 19.30, finalmente, si viene a sapere che e’ stato il Nucleo Decoro Urbano.

Passa un’altra ora prima di riuscire a parlare con qualcuno che sappia qualcosa: al Comune (tramite 060606) nessuno sa nulla, i vigili per le rimozioni neanche. Solo alle 20.30, dopo aver parlato con una giornalista preavvertita che aveva parlato con la sala operativa Ama, riesco a sapere che le bici sono alla Vecchia Fiera di Roma, Padiglione 22, e si può andare a prenderle anche subito.

Il viaggio in autobus per arrivare li’ passa nei pensieri legati a: bici rovinata, gomme bucate, denunce da fare, e soprattutto al fatto che non è detto che io la ritrovi. Se qualcuno è passato li’, cosa gli ha impedito di prendere la mia invece del rottame che gli competeva? A questa domanda, la risposta della Sala Operativa Ama è stata: ci affidiamo alla buona educazione del cittadino.

La mia bici è li’, do’ prima di entrare una descrizione dettagliata, ma poi la sorpresa: la bici è senza sella (SMP – TRK, 30 euri). Bestemmio in faccia alla signora, che mi dice: “magari e’ stata rubata prima, vede molte altre sono senza”. Io continuo a bestemmiarle in faccia, facendo presente che la mia bici aveva la sella. Chiedo di guardare dentro il furgoncino usato, e infati sella e canotto sono li’, si erano sfilati nel trasporto. Questo per dare un’idea della delicatezza usata, visto che la sella era chiusa con brugola (non allentata) e che mi ci siedo sopra senza che si muova minimamente.

Inoltre, per quel che ho potuto notare, un’altra bici era stata un po’ accartocciata dal trasporto, con parafango, portapacchi e cestino (posteriori) distrutti.

A mia richiesta, mi viene negata la possibilità di leggere il fax che ha ordinato l’intervento, e mi viene solo detto: “citava motivi di sicurezza”. LE persone dell’Ama li’ sono state molto gentili, chiosando: ma con tutto quello che c’avemo da fa’, ma le pare che andavamo a prendere le bici?

Io intanto ho due kriptoniti in meno.

Oggi chiamero’ per avere gli estremi del documento che ha ordinato il furto.

Ovviamente: io la bici la lego li’ da un anno e mezzo, un marciapiede largo 9 metri, alle transenne che proteggono le rotaie del tram. Sfido chiunque a dire che sono pericolose.

Medito anche se andare a sporgere denuncia.

La mia ipotesi, comunque, è che qualche solerte cittadino abbia sollecitato a fascistelli comunali amici suoi la rimozione.

Sullo stesso marciapiede, e nel marciapiede di fronte, ogni giorno ci sono auto e moto parcheggiate in chiara violazione ad ogni decoro urbano.

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