Ciò che non si vede non c’è!!!voilà e cos’ sparì l’immondizia da Napoli

Essere paraculi in Italia funziona e porta voti! Bisogna solamente avere la faccia tosta di presentarsi nel luogo in cui si stanno compiendo scempi, che pagheremo con gli interessi tra qualche anno, e propagandare la merda per oro.

Studio Aperto, il tg di Italia 1, già da qualche giorno stava preparando la notizia con servizi abberranti e stucchevoli: paragoni del prima e dopo nelle via di Napoli… Secondo il tg il miracolo Berlusconiano si è concretizzato, senza addirittura aprire la discarica di Chiaiano e senza aprire al momento inceneritori…

Ma come è stato possibile??? Un qualsiasi giornalista serio avrebbe indagato in tal senso e solo dopo essersi accertato del miracolo del Governo avrebbe spiattellato ai quattro venti la lieta notizia. I napoletani in gran parte stanno respirando un pò di più, questo è vero, ma cosa è veramente successo?

Forse hanno riaperto quelle discariche come Taverna del Re, Ferrandelle e Maruzzella che già da tempo erano sature? Hanno forse aperto altri siti non proprio a norma in prossimità di queste zone? Stanno forse “ammassando” in maniera abnorme l’immondizia in posti non idonei? Qualche comune ha creato siti di stoccaggio provvisori che rischiano di diventare permanenti?

Spero non stia avvenendo tutto questo, ma non chiediamolo a Berlusconi, lui è uno che fa i miracoli, e si sa: chi fa i miracoli non spiega i trucchi, il miracolo molte volte è illusione, è giocare con la disperazione degli individui.

La soluzione,secondo un mio modesto parere, è in mano alle persone oneste ed alle associazioni di volontari che da anni si prodigano nel sensibilizzare ed educare la popolazione ad un alto senso civico e rispetto del proprio territorio. In questo senso, molti comuni in provincia, sotto la costante pressione di piccoli gruppi cittadini, hanno iniziato la raccolta differenziata. Il minimo che questo governo dovrebbe fare è attivare gli impianti di compostaggio, già presenti in tutta la campania e usati molte volte come depositi di ecoballe, risulterebbe così inutile la costruzione dei quattro inceneritori.

Ormai il danno è fatto le discariche sono grondandi oltre i limiti pensabili, sarà impossibile bruciare montagne tossiche, meglio stoccarle e lavorare in prospettiva futura, cioè sulla diminuzione del volume e la qualità dei rifiuti.

Un’ ultima questione che purtroppo si sta perdendo di vista è quella della bonifica delle terre in cui sono stati sversati rifiuti tossici: su questo punto, molto meno visibile e percepibile dalla gente, è calato un silenzio assordante, sembra quasi che il problema fossero solo i rifiuti solidi urbani. Si è tentato disperatamente di confondere le due problematiche ma fortunatamente persone perbene come Ganapini, Marfella e tanti altri continuano a lottare su tutti i fronti.

Gli appelli politici sono oggigiorno vani, mi rivolgo quindi alle persone coscienziose e con un minimo di buon senso: non facciamoci prendere in giro, esigiamo di sapere che fine fanno le nostra tasse pagate con la famosa TARSU, ne va della nostra salute e dei nostri figli. Oggi via Caracciolo è pulita ma potrebbe essere solo un’illusione….

Andrea Valentino

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Una Risposta

  1. E’ giusto pensare alle cose per gradi e per problemi come quello della spazzatura a Napoli ci vuole una lunga e coscienziosa pianificazione nel tempo e negli spazi. Io che sono napoletana ho subito mesi di vergogna e di umiliazione vedendo la mia città crollare su tutte le pagine dei media del mondo, e se oggi Napoli è pulita a cominciare dalla spazzatura urbana io credo che sia solo un fatto positivo e di speranza. Inoltre mi chiedo, vivendo dalla nascita in questa città, come mai la volontà del governo sia stata diversa da quella del governo locale. Se per fare questa “illusione” ci voleva poco tempo e molta decisione come mai il mio governo locale per anni ha fatto dilagare questa tragedia avendo mezzi e sistemi per evitare tutto ciò? E poi, io per curiosità non molto tempo fa sono passata per Brescia e con un amico mi sono fatta portare davanti al loro inceneritore cercando di capire quale mostro potesse essere. Alla fine del mio tour amatoriale ho compreso una cosa sola: a Napoli non vogliono gli inceneritori perchè altrimenti la camorra non avrebbe più linfa da cui succhiare i suoi guadagni con il sistema sapzzatura che per anni è stato causa del nostro dissanguamento in bolletta, tra le più care in Italia se non la più cara.

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