Corsivi sul cinema: Je Vous Salue, Marie (Jean-Luc-Godard)

A cura di Alessandro Dionisi

Articolo tratto dalla rivista Cinema Nuovo, anno 34, numero 2, aprile 1985

Je Vuos Salue, Marie, l’ultimo film di Godard che affronta in chiave moderna il tema dell’Immacolata Concezione, ha sucitato in Francia reazioni violente di un’intransigenza cattolica degna della migliore Controriforma. Maria, figlia di un garagista e giocatrice di pallacanestro, è innamorata di Giuseppe, autista di taxi. Vicino a una stazione di servizio passa Gabriele, un giovane dai modi bruschi, e Maria rimane incinta senza che nessuno l’abbia toccata.

Giuseppe, in un primo momento assalito dai dubbi, finisce per accettare la cosa. Maria partorisce un bambino che, appena cresciuto , riunisce attorno a sè una banda di “discepoli”.

“Qualcuno potrebbe meravigliarsi, dichiara Godard, “perchè mi sono allontanato da quello che faccio di solito. Ma non penso di aver dirottato. Quando ci si è sempre occupati della coppia, delle vicendi delle giovani, è inevitabile arrivare al prototipo di queste. In fondo il mio è un film sulla castità, sulla verginità. Maria è stata casta una volta. In seguito ha certamente avuto figli, di cui non si parla perchè non si deve parlarne: essa deve restare dietro la sua immagine eterna, quella della Vergine. Calcoli scientifici provano che la concezione a due persone ha statisticamente maggiori possibilità che quella a una sola. Qualcuno può credere al caso. Io no.

“Maria è stata ingravidata attraverso il mistero dell’operazione dello Spirito Santo , che il mistero dell’Incarnazione . Non bisogna questo con il dogma dell’ Immacolata Concezione , che significa concezione al di fuori del peccato”.

Il piacere di avere un figlio non coincide con il piacere sessuale, continua il regista francese.

“C’è qualcosa di più grande che gli uomini non conoscono e li rende amari. Per me la storia dell’Immacolata è naturalissima. Maria è una donna come tutte le altre, altrimenti altrimenti non si spiegherebbe questo mito così noto e ancora tanto solido. Per qualsiasi marito il problema è quello di Giuseppe. Deve aver fiducia nella madre di suo figlio, deve crederle nella parole. Se no dovrebbe scortare la moglie ventiquattrore su ventiquattro”. Il film, presentato in anteprima a Versailles, ha provocato disordini, clamorosi incidenti: fischi e grida di protesta, lancio di fiale puzzolenti, invettive; i cattolici, scatenati, tentano di invadere la cabina di proiezione intonando il Magnificant. Le proteste sono continuate anche il giorno successivo con l’aggiunta di telefonate minatorie e allarmi bomba. Un primo risultato è raggiunto: il film viene proibito in tutto il territorio comunale di Versailles.

Ma l’ira dei pii oppositori non si placa. La Confédération des associations familiales catholiques e l’Alliance générale contre le racisme et pour le respect de l’identité francaise et chrétienne chiedono al tribunale il sequestro su tutto il territorio nazionale, in quanto con tutte le sue sequenza sessuali il film risulta altamente “offensivo per la convinzione del 90% dei francesi che si dichiarano cristiani”.

Dalla parte di Godard, in sostegno della sua opera si sono schierati molti intellettuali e cineasti; lo stesso ministro della Cultura ha dichiarato: “E’ inaccettabile che una qualsiasi autorità, locale o nazionale, si sostituisca alla coscienza di ciascuno”. E il quotidiano Le Matin ha così commentato i fatti: “Millenovecentottantacinque anni dopo la nascita di Cristo la città di Versailles è stata teatro di un avvenimento di cui la storia dirà l’importanza: la rinascita della bigotteria più imbecille. Il corpo continua a suscitare scandalo. In questo paese ci sono sempre quelli per i quali la vera bellezza – quella che dà per qualche istante l’illusione dell’eternità – è fonte di spavento e scandalo. Una troppo improvvisa luce investe oggi questi ciechi: non è una buona ragione per privare tutti di essa”. Il tribunale di Parigi ha respinto l’istanza avanzata dalle sue associazioni cattoliche decidendo che Je vous salue, Marie, non deve subire nè tagli nè sequestri. Il film, dice tra l’altro la sentenza, “tenta un’attualizzazione moderna del mistero e del dogma dell’Immacolata Concezione” anche se utilizza “immagini di una nudità integrale e un verbo privo di delicatezza” . Se non ci fosse stata malafede da parte dei cattolici che hanno provocato tanto chiasso dice Godard, ” sarei piuttosto soddisfatto dello scandalo perchè questo ha permesso di parlare del film. L’artista è come il bambino, sempre contento quando la mamma guarda il suo disegno”.

“Per me Prénom Carmen e Je vous Salue, Marie sono stati due tentativi di andare a guardare sotto la sottana materna. Carmen è l’eterno femminino, Maria è l’eterno nel femminino. Maria è un personaggio più lontano . Nella storia sacra riscatta Eva , di cui Carmen potrebbe essere considerata una possibile discendente”
. I cattolici comunque, almeno quelli più arrabbiati, non si sono ancora arresi: alcuni di essi hano recitato il rosario di fronte al cinema dell’ Avenue des Champs Elysées, dove si proiettava il film di Godard. Intendevano esorcizzare il maligno oppure redimere l’iconoclasta e bestemmiatore Jean-Luc ? E’ rimasto u mistero. Forse è più facile rispondere a quest’altra domanda: se in Francia si tiene tanto al dogma dell’Immacolata Comcezione, che cosa accadrebbe in Italia, sede pontificia, nell’eventualità che il film fosse distribuito?

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