“Lo spettacolo è il momento in cui la merce è pervenuta all’occupazione totale della vita sociale. Non solo il rapporto con la merce visibile, ma non si vede più che quello: il mondo che si vede è il suo mondo. La produzione economica moderna allarga la sua dittatura estensivamente e intensivamente. Nelle aree meno industrializzate, il suo regno è già presente con quello della merce pilota, e in quanto dominio imperialista esercitato dalle zone avanzate, lo spazio sociale è invaso da una sovrapposizione continua di strati geologici di merci. A questo punto della «seconda rivoluzione industriale», il consumismo alienato diventa per le masse un dovere supplementare che si aggiunge a quello della produzione alienata. È tutto il lavoro venduto di una società che diviene globalmente la merce totale il cui ciclo deve proseguire senza posa. Per far ciò, bisogna che questa merce totale ritorni frammentariamente all’individuo frammentario, assolutamente separato dalle forze produttive operanti come un insieme. È dunque qui che la scienza specializzata del dominio deve specializzarsi a sua volta: ed essa scompone in sociologia, psicotecnica, cibernetica, semiologia, ecc., vigilando all’autoregolamentazione di tutti i livelli del processo”
Guy Debord
La Società dello Spettacolo (1967)
Alessandro Dionisi
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